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Creta
LA CIVILTA' MINOICA A Creta ebbe origine una fiorente civiltà dai caratteri raffinati e originali. Nei principali nuclei urbani dell'isola sorsero i grandi palazzi, sedi della monarchia ( ereditaria ) e centri politici, sociali e religiosi della città, nei quali, oltre alla sala del trono e agli alloggi del principe, vi erano i magazzini, i laboratori ed i santuari. Sviluppati intorno ad un grande cortile centrale erano ricchi di sale decorate con affreschi a colori vivaci e di corridoi, cosicché vennero chiamati labirinti. Straordinariamente confortevoli erano i bagni dotati di acqua corrente. I Cretesi amavano la musica, la danza, gli sport di forza e di destrezza e soprattutto le giostre con i tori. L'arte cretese fu ricca di fantasia, di vita e di delicatezza: vasi, dipinti, statuette di ceramica o d'avorio, armi di bronzo intarsiate d'oro e d'argento erano le opere che gli abili artigiani cretesi creavano per la clientela dell'isola o per quella dei paesi stranieri. I prodotti di Creta venivano, infatti, esportati in tutto il bacino del Mediterraneo orientale, per cui fino a circa il 1400 a.C. le navi cretesi ne detennero l'incontrastata supremazia marittima e commerciale ( Talassocrazia ). Tenuto conto del clima piuttosto secco, dell'estensione dei monti e della mancanza di grandi fiumi che consentissero l'irrigazione, l'agricoltura di Creta fu relativamente prospera. Le pianure dell'isola fornivano frumento, orzo, vino, fichi, legumi; molto praticato era anche l'allevamento di ovini e bovini. I Cretesi utilizzavano una forma di scrittura, chiamata dagli studiosi lineare A, che non è stata ancora decifrata. La religione cretese era politeista ed erano adorate numerose divinità legate alla fertilità della terra. La dea principale era la Gran Madre ( Potnia ), creatrice di uomini, piante e animali, signora del cielo e degli inferi. Venerato era inoltre il toro, simbolo della forza e della potenza generatrice della natura. Una traccia del culto di questo animale si trova nella mitologia greca successiva che narra l'impresa dell'eroe ateniese Teseo che, sbarcato sull'isola di Creta, con l'aiuto di Arianna, figlia di Minosse, uccise nel labirinto di Cnosso ( costruito da Dedalo ) il crudele Minotauro, un mostro dal corpo umano e dalla testa di toro che ogni anno esigeva dagli Ateniesi il sacrificio di sette fanciulli e sette fanciulle. Sacra era anche la scure bipenne ( a doppio taglio ), chiamata labrys, che rappresentava la forza ed il potere del re. I Cretesi non attribuirono grande importanza al culto dei morti; i defunti, però, venivano seppelliti insieme ad oggetti di uso quotidiano affinché avessero il necessario nell’aldilà.
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